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Anticorruzione: occorre nominare il responsabile
29 gennaio 2013 | Categoria: Nazionale

 

Pubblicata venerdì 25 gennaio la circolare n.1 del ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione. E non è forse un caso che sia stato scelto di riservarla al tema della corruzione, anticipando il rapporto dell'OECD sulla situazione dell'Italia (Reinforcing Public Sector Integrity and Restoring Trust for Sustainable Economic Growth).
Uno degli elementi chiave della circolare è la comunicazione, in particolare quella interna, ma anche esterna, soprattutto in relazione agli obblighi di trasparenza, pubblicità e diffusione di informazioni.

L'obiettivo della circolare è, in particolare, “fornire informazioni e [le] prime indicazioni alle amministrazioni con particolare riferimento alla figura del responsabile della prevenzione della corruzione”.
La comunicazione ministeriale stabilisce che entro il 31 marzo del 2013 le amministrazioni (comprese le Regioni e gli enti locali) devono predisporre il “piano triennale di prevenzione della corruzione” e, dal 2014, entro il 31 gennaio. Diventa quindi fondamentale nominare al più presto il “responsabile della prevenzione”, quale “soggetto incaricato dalla legge di proporre il piano per la prevenzione e di monitorarne l'applicazione”.

Chi deve essere? “Di norma” è il segretario generale, “salva diversa e motivata determinazione”, lasciando così una certa flessibilità all'organo di indirizzo politico. Anche se si chiede di orientare la scelta su un dirigente che deve avere un incarico stabile e che non sia inserito “nell'ufficio di diretta collaborazione per la particolarità del vincolo fiduciario che li lega all'autorità di indirizzo politico e all'amministrazione”. Negli enti locali, precisa la circolare, è il segretario che dovrà individuare il responsabile della prevenzione della corruzione.

La circolare chiarisce anche l'importanza della comunicazione che deve essere assicurata tra il responsabile della prevenzione della corruzione e i referenti interni: “Le modalità di raccordo e di coordinamento tra il responsabile della prevenzione e i referenti potranno essere inserite nel piano triennale di prevenzione in modo da creare un meccanismo di comunicazione/informazione, input/output per l'esercizio della funzione”.

E più avanti: “(...) per quanto riguarda il rapporto tra prevenzione della corruzione e attuazione della trasparenza è necessario segnalare che nella seduta del 22 gennaio 2013 del Consiglio dei ministri è stato approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo recante 'Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni', che contiene anche norme in materia di raccordo tra il piano di prevenzione della corruzione e il programma triennale della trasparenza e le figure dei due responsabili”.

La circolare fornisce anche una definizione del concetto di corruzione, che il testo della legge ha invece dato per scontato: “deve essere inteso in senso lato, come comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell'attività amministrativa, si riscontri l'abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati”.


Claudio Trementozzi


In allegato il testo integrale della circolare
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