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Lo sviluppo richiede semplificazione
04 febbraio 2013 | Categoria: Nazionale

 
La comunicazione pubblica svolge un ruolo strategico nei processi di semplificazione delle procedure burocratiche messe in atto dal sistema delle autonomie locali e da quello statale.

Spesso nella documentazione e nelle informazioni predisposte dagli uffici della Pubblica Amministrazione viene utilizzato un linguaggio molto tecnico e poco comprensibile che, invece di migliorare la relazione anche con i soggetti economici locali, determina un'inevitabile crescita dei costi di organizzazione. La chiarezza, invece, deve essere considerata come un elemento prioritario. E occorre superare le contraddizioni delle misure di equilibrio dei conti pubblici, che negli ultimi anni stanno provocando non poche difficoltà a coloro che devono finanziare i progetti di comunicazione pubblica e istituzionale, assicurando i principi di trasparenza resi obbligatori anche dalla recente norma sulla corruzione.

Un richiamo alla semplificazione è stato reiterato nei giorni scorsi da Confindustria. Il 23 gennaio, l'Associazione degli industriali ha pubblicato il suo progetto per l'Italia, evidenziando che “Crescere si può, si deve”. Un documento di una ventina di pagine, nel quale vengono indicate le priorità, gli obiettivi (crescita e occupazione), le azioni e gli effetti economici. Ed è proprio tra le azioni che viene considerata strategica la riorganizzazione degli uffici pubblici, per assicurare una “gestione efficiente del personale” e uno “sfoltimento di regole e procedure”.

Secondo la chiave di lettura data da Confindustria, le attuali regole, considerate “opprimenti”, “facilitano la corruzione a danno delle imprese corrette”. Indicando il suo punto di vista rispetto alla riorganizzazione della P.A., l'Associazione non trascura un aspetto fondamentale: la formazione del personale. E sul tema della semplificazione, oltre a suggerire un orientamento digitale, pone l'accento sulla necessità di standardizzare sul territorio nazionale alcune procedure, spesso interpretate in modo disomogeneo non solo da una Regione all'altra, ma anche tra Comune e Comune.
Argomenti che le Amministrazioni pubbliche devono considerare strategici e inserire nelle proprie agende di governo, coinvolgendo nella cabina di regia e fin dalle fasi iniziali i comunicatori pubblici.

                                                    Claudio Trementozzi

In allegato il testo integrale del documento di Confindustria.

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