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I buoni propositi per l'Amministrazione digitale 2018
16 gennaio 2018

 
Prima della fine dello scorso anno il Codice dell'Amministrazione Digitale è stato modificato. Il decreto correttivo è passato dal Consiglio dei ministri l'11 dicembre e prima della fine di dicembre è stato pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale". Le modifiche sono state effettuate in conformità alla delega contenuta in una delle disposizioni, la "carta di cittadinanza digitale" della legge di riforma della Pubblica Amministrazione.
Alcuni dei passi operativi, che potrebbero cambiare in meglio la vita per i cittadini, come riferiscono in "agendadigitale" sono: il domicilio digitale. Tra la primavera e l'estate del 2018, si potrà sceglieri di avere un domicilio digitale. Dotarsi di un domicilio digitale sarà cosa semplice e sarà una facoltà e non un dovere, perché l'innovazione non si può imporre con le leggi e le sanzioni.
Per le Amministrazioni il domicilio digitale diventerà l'unico strumento utilizzabile per le comunicazioni ai cittadini che ne sono dotati mentre i privati potranno scegliere se usarlo o continuare a spedire lettere e raccomandate.
Il registro dei domicili digitali sarà sviluppato da Infocamere, progettato assieme al Team per la trasformazione digitale che ne sosterrà i costi.

Poi, aggiunge "agendadigitale", c'è il servizio di cittadinanza digitale. Il decreto correttivo del Codice dell'Amministrazione Digitale fissa un principio importante: l'innovazione deve servire anche e soprattutto per rendere più facile la vita al cittadino e a sollevarlo dal dover "inseguire" l'Amministrazione per esercitare un dirittoo per adempiere a un dovere.
Per questo, nella dinamica digitale, è indispensabile che esista una dashboard centrale attraverso la quale tenere sotto controllo tutti i propri rapporti con lo Stato come ad esempio le comunicazioni ricevute, le scadenze, le contravvenzioni da pagare, i procedimenti ai quali partecipare...
Una dashboard centrale ma non unica, uno sportello per fruire di tutti i servizi digitali offerti dalla Pubblica Amministrazione senza precludere la possibilità a cittadini e imprese di continuare a usare i servizi pubblici come sono abituati. A questo processo si dovranno progressivamente integrare le Amministrazioni e i fornitori di servizi (firme digitali, PEC, identità digitali, conservatori ecc.).

Invece, a proposito del Difensore civico digitale, è stabilito che non vi è più obbligo per le Amministrazioni pubbliche di averne uno proprio. Si è pensato così di istituirne uno unico, presso l'Agenzia per l'Italia Digitale. L'ufficio verrà costituito nei prossimi mesi con il compito di raccontare il Codice dell'Amministrazione Digitale ai cittadini, di illustrare i loro diritti di cittadinanza digitale riconosciuti dal Codice e, soprattutto, di raccogliere le segnalazioni di ogni diritto di cittadinanza rimasto violato e tradito portando le Amministrazioni inadempienti a ragionare meglio sull'importanza di soddisfare gli obblighi previsti dal CAD perché, ai tempi di Internet, è un ulteriore modo perché un cittadino si senta davvero cittadino.

Da: Agendadigitale.eu
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