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Bassa fiducia sulle notizie diffuse dai social
11 luglio 2018

 

Il Digital News Report è una indagine a livello mondiale sul consumo di notizie digitali. L'edizione del 2018 evidenzia come solo il 23% degli utenti si fida delle notizie sui social, rispetto al 44% della fiducia nelle notizie in genere.

Realizzata dall'agenzia internazionale di stampa Reuters, in collaborazione con l'Università di Oxford, per la corposa indagine sono state intervistate oltre 74.000 persone di 37 paesi del mondo. La ricerca della Reuters è basata sui sondaggi YouGov on line dell'inizio d'anno, seguiti da focus group faccia a faccia negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Brasile su tematiche quali fake news, disinformazione e fiducia nei media.

In breve: per la fruizione di notizie, aumenta l'uso di piattaforme alternative soprattutto tra i giovani. A contribuire al cambiamento, anche la mutazione dell'algoritmo di Facebook che da qualche mese privilegia i post di amici e parenti alle notizie. Ma anche a causa delle notizie false, dell'aumento degli haters e per una certa mancanza di privacy.

Secondo la ricerca è Facebook il social media più colpito per la fiducia (specialmente negli Usa), conseguenza dello scandalo di Cambridge Analityca, dove è diminuito di 9 punti percentuali negli Usa, rispetto al 2017. Tra i più giovani la diminuzione è di 20 punti. Dalla ricerca si evince che le persone si sentono più a loro agio spostando le loro discussioni su app di messaggistica chiuse come WhatsApp (il cui uso per le notizie in tutti i paesi è quasi triplicato dal 2014), Snapchat e Instagram.

Oltre la metà degli intervistati (54%) afferma di essere preoccupata che le notizie su Internet siano reali o "false". Il dato è più alto in paesi come il Brasile (85%), Spagna (69%) e Stati Uniti (64%) in cui "situazioni politiche polarizzate si combinano ad un uso elevato dei social media". La maggior parte degli intervistati ritiene che gli editori (75%) e le piattaforme (71%) abbiano le maggiori responsabilità di risolvere i problemi di notizie false e inaffidabili.

Per soffermarci sul panorama italiano dei media nel Report si legge come questo sia stato influenzato da una notevole disinformazione on line, complici soprattutto i social network e la gestione di notizie false, che hanno provocato sentimenti anti-establishment e anti-immigrazione da parte della popolazione.

Risultati inconsueti sono stati raggiunti dai giornali che si sono concentrati sulle notizie locali, come, ad esempio, 'Il Messaggero' (7%) e 'Quotidiano.net' (7%). Un cambiamento rilevante nella classifica on line italiana è la crescita di 'Fanpage' (11%) che, oltre ad un attento utilizzo dei social media per la diffusione delle notizie, ha guadagnato attenzione per le capacità investigative sull'attività di smaltimento dei rifiuti, che ha portato le autorità italiane a maggiori indagini.

Nel 2018, per le notizie on line dei quotidiani italiani i modelli di pagamento sono ancor più migliorati. Da 'Il Corriere della Sera' che è stato il primo tra i quotidiani italiani a lanciare un paywall a consumo nel 2016, a 'La Repubblica' che nel 2017 ha adottato un modello freemium. Altri quotidiani, tra cui 'Il Fatto', 'La Stampa' e 'Il Messaggero', oggi stanno adottando altre forme di pagamento per leggere le loro notizie.

Infine, l'analisi sull'Italia, evidenzia che gli italiani si affidano in termini di reach on line ai maggiori quotidiani ('La Repubblica', 'Il Corriere della Sera' e 'Il Fatto') e alle principali emittenti televisive ('TgCom24.it', 'SkyTg24' e 'RaiNews.it'). Il sito web dell'agenzia di stampa ANSA segna un avanzamento nella classifica nazionale raggiungendo la terza posizione.

https://agency.reuters.com
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