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Caro Gerardo
27 marzo 2019

 
Quando una persona cara ci lascia, è dovere di chi resta tenere viva la sua memoria. Se a salutarci è un amico caro come Gerardo Mombelli, questo impegno assume i toni dolci e romantici di un volumetto che riassume fatti ed emozioni che quest'uomo ha voluto regalare a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui esperienze professionali e umane.

Questo è ciò che si propone il volume "Caro Gerardo", edito da Rubettino, e curato dalla figlia Livia e dal suo fraterno amico, Massimo Teodori.  Il sottotitolo del volume, "ricordando un intellettuale europeo" consegna ai lettori il senso della vita che ha animato Mombelli. Che Gerardo fosse un intellettuale autentico lo confermano tutti coloro che hanno contribuito al volumetto. In larga parte, gli stessi che sono venuti a celebrarlo in occasione dell'evento a lui consacrato, il 5 ottobre 2017, che si è tenuto alla Rappresentanza in Italia della Commissione europea di cui lui è stato direttore per undici anni.

I ricordi e le testimonianze di amici e colleghi coprono l'intero arco della sua vita. Dai suoi primi passi da leader politico giovanile, come presidente dell'UGI e dell'UNURI, alla sua esperienza da segretario generale dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) a fianco di Altiero Spinelli. Da dirigente politico della Commissione europea, dove ha lavorato in stretto contatto con Jacques Delors, fino al suo ultimo incarico di presidente dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale. Come ha scritto Pier Virgilio Dastoli, "per molti di noi Gerardo è stato un fratello maggiore….e come tutti i fratelli maggiori aveva una piccola, ma significativa percentuale di Q.I. supplementare, la coscienziosità, la personalità estroversa e meno propensa a soffrire di ansia".   Teodori sottolinea, nella sua introduzione, il senso di realtà di Mombelli, al tempo stesso idealistico e pragmatico, che non lo ha mai piegato alle difficoltà pubbliche e alle avversioni private che ha incontrato nella sua felice esistenza.

Tutti i pezzi del mosaico narrativo che alimentano il testo restituiscono, e non può certo stupire, i tratti caratteristici dell'uomo Gerardo e del personaggio pubblico Mombelli. Uno spirito aperto e curioso. Un'attitudine all'ascolto e alla comprensione di fenomeni complessi, come quelli della politica italiana. Una cultura laica e poliedrica che ha alimentato una visione europeista e federalista. Uno stile anticonformista ed ironico. Un tratto integro e gioioso. Chi ricorda Mombelli ricorda la sua serietà, ma anche  il suo sorriso intelligente.

"Caro Gerardo" è dunque un variegato puzzle di storie e umanità che ci ha lasciato questo straordinario amico. I testi, ricordano nell'introduzione la moglie Mirella e le figlie Livia e Giulia, sono frammenti del suo vissuto, ma anche lo sguardo di chi ha condiviso con lui emozioni, impressioni. Le immagini scelte dalla figlia Livia come complemento visivo a questi frammenti, confermano il suo essere "vivo".

Chi non conosceva Mombelli e troverà il tempo e il piacere di leggere queste pagine si stupirà della "leggerezza" rigorosa che quest'uomo ha saputo offrire. Con un po' di nostalgica malinconia per un'epoca oramai lontana, ma anche con il sorriso del suo sguardo.

Roberto Santaniello
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